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"Che giovani siamo se non vogliamo cambiare il mondo..."


25 marzo 2012

i miei Pro e Contro del primo congresso nazionale dei Giovani Democratici

Credo che il modo migliore per analizzare il primo congresso dei Giovani Democratici, il gruppo giovanile del Partito Democratico, sia iniziare il racconto di questa tre giorni con un’immagine che mi rimbalza nella mente da sabato sera. Al momento della sua proclamazione Fausto Raciti sale sul podio, ringrazia la platea e dal suo volto nasce un sorriso sincero, un bel sorriso di un ventenne italiano pieno di ideali, valori e voglia di fare. Non conosco per niente Fausto Raciti, non mi è sembrato essere il miglior comunicatore al mondo in grado di parlare ed arrivare al cuore di un ventenne, ma quel primo piano mi permette di avere una gran fiducia sulla sua genuinità/autenticità. Non sarà il criterio più scientifico al mondo, ma mai sottovalutare il peso delle emozioni…

Rimanendo in tema di emozioni, il bello di un congresso nazionale di una giovanile di partito è che puoi effettivamente capire e respirare la bellezza dell’Italia, delle sue somiglianze/differenze che ne fanno la sua ricchezza principale, inebriandoti dell’allegria e della gioia di vivere di ragazzi di vent’anni provenienti da tutte le regioni d’Italia. Tutti insieme in un unico palazzetto ed ho chiaramente percepito che la nostra penisola, d’improvviso, era magicamente divenuta quella nazione tanto sognata da chi ci ha sempre creduto e che noi dobbiamo poter rendere il nostro vanto. Bello, veramente bello!

Questo congresso mi ha riempito di tutta la passione con la quale moltissimi ragazzi hanno urlato tutta la loro voglia di vivere in un’Italia migliore. Quella passione che ti dà la forza di lottare contro le ingiustizie e per il futuro di tutti perché al di fuori di quel palazzetto che ci ospitava non c’è di certo il “miglior mondo possibile”. Questa consapevolezza è un regalo che solo chi ha vissuto questa tre giorni senese potrà riportare nei propri territori di provenienza, e per questo ringrazio sinceramente chi ha reso questo congresso possibile e soprattutto di primissimo livello.

Un momento come un congresso però, serve per guardarsi negli occhi, dirsi cosa va e cosa dovrebbe essere migliorato, per poter essere effettivamente incisivi e lasciare un segno del proprio passaggio. Oltre a tutte queste immagini positive, non farei il bene di una giovanile così ricca di potenzialità se non andassi a sottolineare tutto quello che secondo me non è andato come sarebbe stato auspicabile.

Potrebbe sembrare un dettaglio, ma il fatto che al tavolo della presidenza era presente una sola donna e su una sessantina di interventi di donne sul palco ne siano salite non più di 5-6 non può che essere visto negativamente. E qui voglio essere sincero: la sotto-rappresentazione dell’universo femminile, per come la vedo io, non è da imputare a quello maschile. Care ragazze, serve più coraggio! Se siete così sotto-rappresentate guardate dentro di voi e non trinceratevi dietro improbabili muri che vi ostacolano. Un ideale 50 e 50 passa tendenzialmente dalla vostra voglia di esserci! D’altronde, “e se le donne fossero rimaste acasa?”

Questione candidato unico: Fausto Raciti era l’unico candidato in lizza per la carica di segretario. A prescindere dalla “questione Benifei”, il fatto che non ci sia stato nessun altro che abbia quantomeno avuto l’ambizione e la voglia di aspirare a quella carica fa molto riflettere. Fa molto riflettere perché la democrazia senza competizione soffre molto e non a caso qualcuno ha parlato di “percentuali putiniane” riferendosi all’83% con il quale è stato riconfermato il candidato uscente/unico Raciti. Grazie a molti interventi abbiamo capito che accanto a Raciti c’è soprattutto un gruppo di amici che ha e sta lavorando moltissimo, quotidianamente, per avere la miglior giovanile possibile. Questo però non deve mai sconfinare nella percezione che questa sia la “loro” giovanile e più di una volta ho avuto questa impressione.

La cosa che non mi è proprio andata giù è un'altra: la parola “ambiente” è stata un oggetto misterioso durante tutto il congresso e questo è inconcepibile! Per tutte le giovanili di partito progressiste europee e mondiali la difesa dell’ambiente è, se non la prima, una delle tematiche più importanti della quale occuparsi per costruire un mondo migliore. Per molti è proprio “la” tematica. Aver assistito ad un congresso dove la parola ambiente è stata praticamente ignorata mi ha suscitato sconcerto e tanta tanta rabbia. Ancora non credo possibile che su decine e decine di interventi nessuno abbia richiamato l’attenzione sulla tematica ambientale. Come se una madre o un padre non si interessassero mai dei propri figli: verrebbe chiamato un assistente sociale! Se non ci interessiamo di ambiente noi giovani, soprattutto in un momento storico dove questo viene violentato e spremuto senza logica quotidianamente, chi lo dovrebbe fare? Se non ci interessiamo di cosa respiriamo e di cosa mangiamo, cosa respireremo, cosa mangeremo? Una giovanile progressista senza difesa dell’ambiente non può esistere, è la nemesi di se stessa. Spero sia semplicemente stata una amnesia collettiva…

Siamo nel 2012, marzo del 2012. Tutti avevano in mano uno smartphone, molti un computer. Molti erano su facebook, quasi nessuno era su twitter. Cosa dire: no way! I GD non sono il circolo degli amici di topolino, sono una organizzazione politica che, essendo tale, deve convincere la maggior parte di persone possibile che le proprie ricette siano le migliori e che la propria visione del mondo sia la migliore per costruire the best world we could have! E non siamo negli anni '60, siamo nel 2012, dove “messaggi e persone che non sono presenti sui media non esistono nella mente dei cittadini”. E se facebook parla alla propria “bolla” di conoscenti, twitter parla a tutti in maniera indiscriminata, a quelli che si dovrebbero convincere della bontà e della necessità della propria visione politica, marcando la propria presenza! Non saperlo/capirlo è un errore inaccettabile. Vedere che praticamente nessuno dalla sala/casa stava twittando riguardo il congresso è qualcosa di a-giovane ed a-politico, soprattutto per una giovanile di partito del ventunesimo secolo!

E qui arriviamo alla vera sfida del nuovo segretario. Non credo siano mai stati fatti dei sondaggi a riguardo, ma se chiedete ad un giovane dai 15 ai 30 anni di rispondere alla domanda “cosa ne pensi dei GD?”, credo la maggioranza risponderà “non so chi siano”, un’altra buona fetta “i giovani-vecchi del PD” e solo una ristretta minoranza “i giovani del futuro che ci fanno sognare!”. Ecco, tutte le critiche presenti in questo post vogliono essere un sincero stimolo per poter tra 1-2 anni, magari tra pochi mesi, avere un sondaggio/la reale percezione che ci dirà che il numero di coloro che pensano che la politica sia bella, e che la più bella sia realizzabile tramite i ragazzi formatisi e cresciuti nei GD, sia in costante crescita. Io ci credo, in quel palazzetto ho visto tanto potenziale, che non venga sprecato, l’Italia, l’Europa e il Mondo intero non se lo possono permettere.



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