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L'ISTITUTO LUCE NO! BASTA! FA SOLO DANNI...

Passo un attimo in sala. Mio padre è alla televisione. Rai3. Cosa sta guardando: i video dell’Istituto Luce sul fascismo. Nel dettaglio, la firma delle leggi razziali nel 1938.

Siamo nel 2012 nel pieno di una crisi internazionale causata da tutto tranne che dal contesto economico-politico degli anni 30 e 40 e su cosa insistiamo? Sui video dell’Istituto Luce… Ma una serie di speciali sugli anni 60, 70 e 80 quando arriverà? Un approfondimento serio, organico e continuo sugli anni della Thatcher e di Reagan a quando, al prossimo secolo? Bah…

Il neoliberismo se lo sono inventato Stalin, Hitler e Mussolini oppure qualcun altro? Per carità, mai mettere da parte la memoria storica, ma oramai siamo dinanzi ad un congelamento della nostra percezione temporale agli anni della seconda guerra mondiale. Come se avessimo rimosso gli ultimi 60 anni, dalla fine degli anni 40 ad oggi.

Sarà un impressione, ma il persistere di parole come “fascisti” e “comunisti” credo sia (anche) legato alla tendenza dei media italiani (TV, giornali, settimanali) a riproporre quasi quotidianamente aneddoti, racconti e richiami al periodo bellico della seconda guerra mondiale, in una sorta di congelamento percettivo al periodo storico immediatamente post-bellico.

Se a questo colleghiamo il fatto che i diplomati dei nostri licei, da anni, non riescono ad andare oltre la seconda guerra mondiale nei loro programmi di storia, credo non sia poi così azzardando parlare di una rimozione sociale percettiva, un vuoto storico più che evidente del periodo storico che va dagli anni 50 agli anni 80.

Come comprendere le dinamiche economiche, sociali e politiche contemporanee con un vuoto storico così palese?

La prossima volta che sentite pronunciare (spesso) le parole (oramai praticamente svuotate di un vero significato tangibile) fascismo e comunismo, iniziate a farvi due tre domande sul perché…

Pubblicato il 14/1/2012 alle 0.20 nella rubrica Attualità.

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